{"id":389,"date":"2023-06-07T21:32:32","date_gmt":"2023-06-07T19:32:32","guid":{"rendered":"https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/?p=389"},"modified":"2023-06-08T15:42:37","modified_gmt":"2023-06-08T13:42:37","slug":"ipv6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/2023\/06\/07\/ipv6\/","title":{"rendered":"IPv6 &#8211; Quello che c&#8217;\u00e8 da sapere"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 14px\">Cosa vuol dire il termine &#8220;IPv6&#8221;?<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p>IPv6 \u00e8 un acronimo. &#8220;IP&#8221; sta per Internet Protocol, &#8220;v&#8221; per versione e 6 \u00e8 il numero della versione.<br \/>\nL&#8217;IPv6 \u00e8 l&#8217;ultima versione dell&#8217;Internet Protocol che \u00e8 stato introdotto nel 1999 con il primo &#8220;tunnel&#8221; creato da Ivano Guardini presso lo\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"Centro studi e laboratori telecomunicazioni\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Centro_studi_e_laboratori_telecomunicazioni\">CSELT<\/a>.<br \/>\nMa prima di addentrarci nello specifico vediamo cos&#8217;\u00e8 l&#8217;Internet Protocol.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14px\">Internet Protocol<\/span><\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;internet protocol \u00e8 una serie di regole che definiscono in che modo i dati devono e possono viaggiare attraverso internet.<br \/>\nI dati che vengono instradati in rete vengono divisi in pacchetti e ogni pacchetto contiene delle informazioni quali :<\/p>\n<p>1) l&#8217;header: che\u00a0 contiene tutte le informazioni necessarie alla trasmissione, quali l&#8217;indirizzo IP del trasmettitore, quello del ricevitore, la vita del pacchetto, i dati che riguardano l&#8217;assemblaggio con gli altri pacchetti e cos\u00ec via.<br \/>\n2) data: contiene i dati utili trasmessi (payload)<br \/>\n3) checksum: un codice di controllo utilizzato per controllare la corretta ricezione dei dati ovvero l&#8217;eventuale presenza di errori.<br \/>\n<i><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14px\"><strong>Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;indirizzo IP?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>E&#8217; un indirizzo che viene assegnato a ogni dispositivo connesso alla rete Internet, in questa maniera tutti i dispositivi connessi a Internet leggono questo pacchetto dati, quindi dove questo pacchetto dati deve andare<br \/>\ne lo instradano in tutta la rete in modo tale che possa arrivare a quella specifica destinazione, server o PC.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14px\">Versioni di Internet Protocol<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Due sono le versioni conosciute, l&#8217;IPv4 nato nel 1981 \u00e8 il pi\u00f9 usato a livello di rete poich\u00e9 fa parte della suite di protocolli Internet e in seguito nel 1998 \u00e8 stata suggerita una nuova versione, l&#8217;IPv6.<br \/>\nPerch\u00e9 la necessit\u00e0 allora di una nuova versione? Vediamo le differenze:<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14px\"><strong>IPv4\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p>L&#8217;IPv4 \u00e8 un protocollo a 32 bit che compongono l&#8217;indirizzo IP.<br \/>\nAvete presente un indirizzo IP? tipo 192.168.1.192.<br \/>\nI computer non ragionano con i normali numeri ma bens\u00ec con i numeri del linguaggio binario.<br \/>\nSe traduciamo il 192 in binario equivale a 11000000 e cos\u00ec via quindi da 4 terzetti da 8 bit ciascuno e ognuno di essi pu\u00f2 assumere il valore massimo di 255 (11111111).<br \/>\nConsiderando tutte le combinazioni di questi 4 terzetti quindi 2 alla 32esima, questa potenza del 2 pu\u00f2 generare 4.3 miliardi di indirizzi IP.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-410 aligncenter\" src=\"https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/32bitbinario-300x148.png\" alt=\"\" width=\"864\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/32bitbinario-300x148.png 300w, https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/32bitbinario-1024x504.png 1024w, https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/32bitbinario-768x378.png 768w, https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/32bitbinario-1536x756.png 1536w, https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/32bitbinario-2048x1008.png 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 864px) 100vw, 864px\" \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14px\">Il problema : Saturazione indirizzi IP<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Dato che l&#8217;indirizzo IP \u00e8 un&#8217;informazione necessaria ed essenziale per identificare un dispositivo connesso ad Internet per permettere ai dati di essere inviati da un dispositivo A ad un dispositivo B allora \u00e8 chiaro che questo protocollo Internet ha delle limitazioni.<br \/>\nSe pensiamo che nel mondo siamo quasi 8 miliardi, questo protocollo non \u00e8 in grado di connettere tutti i dispositivi del mondo, anche se non tutti gli esseri umani hanno un dispositivo, qualcuno ovviamente ne ha pi\u00f9 di uno e, dati alla mano ci sono 5 miliardi di persone ad oggi connesse a Internet ed ognuno di esse deve essere identificata in maniera univoca.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14px\"><b>La soluzione : Indirizzi privati e pubblici<br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n<p>Dato che ormai l&#8217;IPv4 \u00e8 stato sorpassato da tempo \u00e8 lecito chiedersi come si \u00e8 risolto il problema della mancanza di indirizzi dato che viene utilizzato ancora oggi.<br \/>\nUna soluzione chiaramente \u00e8 l&#8217;IPv6, ma prima sono state implementate 2 soluzioni che hanno molto in comune.<br \/>\nPrima di tutto si \u00e8 fatta distinzione tra IP pubblici e IP privati.<br \/>\nIn una banale rete di casa infatti l&#8217;unico dispositivo con un indirizzo connesso ad &#8220;Internet&#8221; \u00e8 quello &#8220;pubblico&#8221; del Modem Router, tutti gli altri dispositivi connessi ad esso hanno un indirizzo IP privato assegnato dal Modem Router che necessitano di esso per andare su &#8220;Internet&#8221;.<br \/>\nIn questo modo \u00e8 possibile creare dei piccoli &#8220;universi&#8221; di indirizzi IP scollegati tra loro in cui possono essere replicati gli indirizzi IP identificativi dei dispositivi ma che essendo in &#8220;universi&#8221; separati non andranno a sovrascriversi e quindi problemi di indirizzamento dati.<br \/>\nIn realt\u00e0 anche i nostri Modem Router che hanno un indirizzo IP fanno parte di un &#8220;universo&#8221; di indirizzi router che sono connessi a una &#8220;CGN&#8221; che esegue lo stesso lavoro del Modem Router.<br \/>\nQuindi possiamo dire che i dati partono dal nostro dispositivo, arrivano al Modem Router, che a sua volta lo inoltra a una &#8220;CGN&#8221; e poi al sito web e la risposta avviene seguendo il procedimento inverso.<br \/>\nAvendo creato quindi pi\u00f9 livelli per entrare ed uscire da Internet \u00e8 possibile moltiplicare la quantit\u00e0 di dispositivi connessi in rete senza consumare pi\u00f9 di 4.3 miliardi di indirizzi circa.<br \/>\nOvviamente tutti questi &#8220;livelli&#8221; generano complessit\u00e0 e ritardi nella comunicazione con la rete.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-413 aligncenter\" src=\"https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/passaggiuniversicgn-300x149.jpg\" alt=\"\" width=\"808\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/passaggiuniversicgn-300x150.jpg 300w, https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/passaggiuniversicgn-1024x507.jpg 1024w, https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/passaggiuniversicgn-768x380.jpg 768w, https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/passaggiuniversicgn-1536x761.jpg 1536w, https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/passaggiuniversicgn-2048x1014.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 808px) 100vw, 808px\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14px\">Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;IPv6?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 gi\u00e0 capire dalla versione l&#8217;IPv6 \u00e8 una versione &#8220;potenziata&#8221; dell&#8217;IPv4 e la differenza principale \u00e8 che \u00e8 un protocollo a 128 bit creato con un mix di informazioni binarie e esadecimali, in grado di indirizzare 2 alla 128 esima dispositivi quindi 655 triliardi di indirizzi.<br \/>\nOltre all&#8217;espansione degli indirizzi, \u00e8 stato cambiato anche il modo in cui funziona, \u00e8 stato ottimizzato il modo in cui i dati sono organizzati, le informazioni necessarie per l&#8217;indirizzamento e il routing, \u00e8 stata incrementata la sicurezza e in generale possiamo dire che \u00e8 pi\u00f9 veloce.<br \/>\nPossiamo dire che questa tecnologia pu\u00f2 mappare ogni dispositivo con un proprio indirizzo pubblico e si vanno ad eliminare tutti quei passaggi che costituivano &#8220;universi&#8221; dentro &#8220;universi&#8221; che rallentavano il processo di invio e risposta dati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-416 aligncenter\" src=\"https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IPv4-vs-IPv6-EN-300x136.png\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"544\" srcset=\"https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IPv4-vs-IPv6-EN-300x136.png 300w, https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IPv4-vs-IPv6-EN-1024x465.png 1024w, https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IPv4-vs-IPv6-EN-768x349.png 768w, https:\/\/cs.nervigalilei.edu.it\/wp-5.5.3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IPv4-vs-IPv6-EN.png 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14px\"><strong>Perch\u00e9 non si passa all&#8217;IPv6? e perch\u00e9 l&#8217;IPv4 \u00e8 ancora utilizzato?<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p>In realt\u00e0 lo standard IPv6 anche se implementato 20 anni fa \u00e8 lecito chiedersi perch\u00e9 siamo ancora qui a parlare di IPv4 e degli IP condivisi. Diciamo che un passaggio del genere non si fa con uno schiocco di dita o cliccando un pulsante.<br \/>\nTutti i dispositivi da quelli casalinghi a quelli aziendali che gestiscono la comunicazione internet a livello mondiale, che creano e gestiscono le reti, devono essere compatibili con lo standard IPv6, il che significa rinnovare le reti, necessita di una grande quantit\u00e0 di tempo e spendere una grande quantit\u00e0 economica.<br \/>\nAllo stato attuale i costi sono pi\u00f9 alti rispetto all&#8217;implementazione delle soluzioni di cui abbiamo parlato prima che permettono di far rimanere in vita l&#8217;IPv4.<br \/>\nOvviamente il passaggio col tempo si sta attuando, e con la creazione di nuove reti ovviamente la preferenza \u00e8 quella dell&#8217;IPv6 ma il riciclo delle vecchie reti \u00e8 lento e di conseguenza va tutto a rilento.<br \/>\nCi sono situazioni in cui &#8220;pezzi&#8221; di rete sono IPv4 e &#8220;pezzi&#8221; IPv6 e necessitano di apparecchiature adatte per la traduzione per il passaggio dati tra le reti.<br \/>\nIl processo \u00e8 lungo e continuer\u00e0 per anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa vuol dire il termine &#8220;IPv6&#8221;? 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